
Strano ma vero. Non ci si abitua. Mai. L'idea che in qualche modo stai facendo qualcosa di più o meno eterno. L'idea che seminare note stridenti nelle orecchie di chi ti sta davanti contribuisca a dare un senso allo scorrere veloce e indifferente delle lancette. L'idea di riuscire a fermare il tempo per una volta, fissare in un momento lunghissimo e fugace la storia, con la s minuscola certo ma sempre storia, la nostra. Uno schioccare delle dita che arriva fino agli angeli. E le sensazioni sono tante, diverse, e si mescolano con la birra in un cocktail di incoscenza e grandezza. L'attesa, snervante ed elettrizzante, che non manchi niente, che tutto funzioni, e chissà se verranno, e quanti saranno, cosa penseranno, e come cazzo era quel giro...no tranquillo, ieri sera mi è venuto bene.... Poi arriva il momento di cominciare e tutto si dimentica e tutto si ricorda. Non c'è più nessuno anche se senti il ronzio delle parole. C'è solo la musica, e le dita vanno da sole, ovviamente non sempre dove si vorrebbe che andassero, ma chi se ne frega. Già, chi se ne frega, e al diavolo quello che possono pensare, lo sto facendo! Sto facendo quello che volevo, per questa volta, ancora una volta cazzo, sto realizzando il mio infinitamente piccolo sogno, che se potessi anche solo trovare le parole per spiegarvelo vi convincereste che è Il Sogno, il migliore, perchè funziona, dalla mia testa alle mani, spinto prepotentemente dal cuore. E allora la sensazione diventa quella leggerezza del corpo non più inchiodato, diventa il piacevole prurito di piccole ali che crescono, come nelle favole dei bambini e nei film più stupidi. E quando finisce rimane una specie di vuoto, per aver visto oltre, per aver sentito un suono diverso, per aver guardato attorno dalla cima e forse aver capito qualcos'altro ancora, di indefinibile. E per tutto questo alla fine rimane una specie di nostalgia, e per un tempo vissuto profondamente da non poter essere ricordato, come una colossale sbornia, se non per qualche attimo di lucidità. Ma la forza rimane, e la voglia di tornare presto a guardare dalla vetta, dove tutto è più chiaro che qui, come un vento gentile e impetuoso spinge il nostro ronzante aereo verso le prossime note, stonate ma di una stonatura che fa bene all'anima. Alla nostra sicuramente. Grazie amici. Keep on rockin!
1 commento:
ciao robi, sono elena, quella ragazzetta coi capelli rossi (finti) amica di tuo fratello e piu recentemente di genio...siccome guardo sempre il sito degli archer, vedo il link al tuo blog e sbircio un po dentro le tue parole....e cavolo. è bello leggere parole cosi, colpiscono. come mi avete colpito quando suonate. non vorrei farmi una sviolinata gratuita, ma ecco, ci tenevo a dirti e a dirvi che magari non sarete i piu bravi bravissimi del mondo, ma il sogno di cui parli nel blog traspare dalle vostre note, o per lo meno, io, piccola sognatrice di periferia cittadina amante del mare, lo riesce a percepire, e la vostra musica mi emoziona sempre. Da quando vi ho sentito alle prove in luglio! ecco, niente, ci tenevo a dirtelo! continua e continuate a sognare e a suonare....
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